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Warhol e Schifano

Warhol e Schifano, tra Pop Art e Classicismo

Due maestri, tra le figure più influenti dell’arte e della cultura contemporanea, sono presentati nell’insolito accostamento sintetizzato già dal titolo della mostra. Andy Warhol, padre della pop art, con la sua curiosità onnivora ci ha lasciato un corpus di lavori che ha abbracciato ogni mezzo disponibile, contribuendo a determinare il crollo dei confini tra la cultura alta e quella bassa. La sua immensa produzione, capace di dare “cittadinanza” all’oggetto industriale si è intersecata con tutti gli aspetti della cultura pop ed è racchiusa in mostra in opere originali dai colori brillanti quali serigrafie, stampe, fotografie, disegni, poster, manifesti e copertine di riviste: ben 101 lavori (resi disponibili dalla Rosini Gutman Collection) dal 1957 agli anni Novanta.

Mario Schifano, personalità emblematica della pop art non solo italiana, è rappresentato soprattutto dalla fitta trama di frammenti sottratti dal flusso televisivo e reinterpretati magistralmente. Sono esposte in mostra 301 foto ritoccate con smalti, che costituiscono il nucleo di una vasta produzione prevalentemente degli anni ’80. Dall’interesse per la tecnologia e dall’attrazione verso un flusso visivo si assiste ad un’intensa ricerca che testimonia l’impegno civile dell’uomo Schifano negli ultimi anni di esistenza, ovvero gli anni ‘90. Il ciclo Matres Matutae ne rappresenta il momento culminante. Attraverso 15 tele, 10 carboncini e 2 tecniche miste, tutte esposte, l’artista racconta una storia ancestrale, il mito della dea dell’Alba, della maturità, della pienezza della vita e della fecondità, tributando così il suo omaggio alla dimensione femminile e  optando per un definitivo ritorno alle origini che, con il suo “classicismo”,  egli di fatto non ha mai tradito.