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Il Trionfo della Pop Art italiana

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MOSTRA PERMANENTE | PIANO C

MARIO SCHIFANO

Il trionfo della Pop Art italiana

l’Imago Museum apre al pubblico la mostra permanente dedicata a Mario Schifano. Un’ampia retrospettiva che consacra uno dei più importanti artisti italiani della scena internazionale e del Novecento e punto di riferimento del gruppo della Scuola di Piazza del Popolo.
Attraverso un variegato repertorio di immagini che spaziano dal classicismo fino al contemporaneo, si racconta il percorso creativo del maggior esponente della Pop Art italiana: dai primi lavori monocromi degli anni ‘60, alle opere informali ed esasperatamente materiche degli anni ‘80, fino al “classicismo” degli anni ‘90 con il prezioso ciclo pittorico Matres Matutae, ispirato a statue votive datate tra il VI e il II secolo a.C., rinvenute nei pressi di Capua, che raffiguravano la divinità femminile dell’aurora.
Particolare importanza rilevano l’esposizione di opere di grandi dimensioni che riguardano l’Abruzzo: Acquabomba e Lago di Scanno (230 x 230 cm), oltre all’opera Senza Titolo che vinse nel 1987 il “Premio Speciale” in occasione del 39° Premio Michetti, assegnato dal critico d’arte e curatore del Premio, Achille Bonito Oliva, a Schifano. Dell’opera, di imponente dimensione (430 x 90 cm), si era persa traccia negli anni, la Fondazione Pescarabruzzo, partecipando ad un’asta internazionale con altri importanti competitor, è riuscita ad acquisirla e a realizzare un complesso restauro, primo nel suo genere, rendendola finalmente fruibile al grande pubblico all’interno dell’Imago Museum.

Mario Schifano (Homs, 1934 – Roma, 1998) è stato uno dei più importanti artisti italiani e internazionali degli anni ’70 e ’80 del Novecento. Personalità emblematica, artista dall’animo ribelle e graffiante, star della Pop Art non solo italiana, ad oggi è considerato uno dei più prolifici e geniali pittori del Dopoguerra.

Il ciclo Matres Matutae, eseguito dall’ artista tra il 1995 ed il 1996, si compone di quindici tele di grande formato, due dipinti a tecnica mista su cartoncino e dieci carboncini su carta. Questo ciclo pittorico, apparentemente lontano dalla produzione abituale dell’artista, fu commissionato a Schifano da Domenico Tulino, con l’intensione di sostenere un progetto umanitario di lotta alla povertà in Eritrea. Il tema con cui Mario Schifano è chiamato a confrontarsi è quello della maternità e sceglie come soggetto principale di questo ciclo, la Mater Matuta, antica divinità italica, Dea dell’alba e dell’aurora dalle sembianze di donna con uno o più bambini in grembo. In sala sono presenti sei riproduzioni delle originali statue in tufo del museo di Capua, datate circa al IV secolo a.C., che dialogano con il ciclo pittorico di Mario Schifano.

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Le mostre si sviluppano nei seguenti piani: